Bene bene, ho appena controllato il mio Alexa ranking anche per NeuralNetworks.It e sono ben 7,475,721 : ci sono sette milioni e mezzo di siti davanti al mio. Ho ampi margini di miglioramento, no?! Questo mi scoraggia un po' dall'acquisto di geneticalgorithms.it, lo compro o non lo compro... il dilemma amletico. Qui a fianco potete vedere una immagine classica di una ANN: una rete neurale artificiale, c'è l'ingresso,uno strato nascosto ed un layer di uscita. Ma possibile che in Italia nessuno abbia provato a registrare questo dominio... umh, mi sembra strano. Il dominio neuralnetwork.it se l'è comprato una società che non capisco bene che realizza... applicazioni per i database, xml, html,... mi sembra che con le reti neurali abbiano poco a che fare... ma allora che ca**o di nome a dominio si sono scelti?! Per non farmelo comprare a me? Mo quasi quasi gli mando (per email s'intende) il mio curriculum vitae , vuoi vedere che sia la volta buona? Umh... sono un po' perplesso... forse non hanno ben capito a che servono le reti neurali o forse stanno cercando di sparare ad una mosca con un cannone... proverò a spiegargli che il dominio neuralnetwork.it non risulta tanto funzionale ai loro scopi. Capiranno? Credo di no.domenica 29 aprile 2007
Neural Networks . It
Bene bene, ho appena controllato il mio Alexa ranking anche per NeuralNetworks.It e sono ben 7,475,721 : ci sono sette milioni e mezzo di siti davanti al mio. Ho ampi margini di miglioramento, no?! Questo mi scoraggia un po' dall'acquisto di geneticalgorithms.it, lo compro o non lo compro... il dilemma amletico. Qui a fianco potete vedere una immagine classica di una ANN: una rete neurale artificiale, c'è l'ingresso,uno strato nascosto ed un layer di uscita. Ma possibile che in Italia nessuno abbia provato a registrare questo dominio... umh, mi sembra strano. Il dominio neuralnetwork.it se l'è comprato una società che non capisco bene che realizza... applicazioni per i database, xml, html,... mi sembra che con le reti neurali abbiano poco a che fare... ma allora che ca**o di nome a dominio si sono scelti?! Per non farmelo comprare a me? Mo quasi quasi gli mando (per email s'intende) il mio curriculum vitae , vuoi vedere che sia la volta buona? Umh... sono un po' perplesso... forse non hanno ben capito a che servono le reti neurali o forse stanno cercando di sparare ad una mosca con un cannone... proverò a spiegargli che il dominio neuralnetwork.it non risulta tanto funzionale ai loro scopi. Capiranno? Credo di no.sabato 28 aprile 2007
Alexa
AdvancedSourceCode.Com su Alexa occupa la posizione 1,173,519 esima, ci sono cioè più di un milione di siti davanti al mio per popolarità e ... quanti si trovano dietro? Milioni? Miliardi? Non ne ho la più pallida idea. Sto cercando su Google di cercare il numero di domini registrati fino al 2007 ma mi sembra un'impresa piuttosto ardua. Mi consolo del fatto che nella categoria "Matlab" il mio sito risulti ben settimo. Fino ad un mese fa ero quarto, poi questo brusco scivolone. Chissà a cosa sarà dovuto?! Tutte queste informazioni sono reperibili direttamente da questa pagina di Alexa. In alcune pagine risulto essere addirittura primo, ma forse perché il criterio di posizionamento è quello alfabetico...! Data l'ora tarda, buonanotte a tutti, domattina al cantare del gallo ricontrollerò la posizione del sito, sperando di esser salito di qualche posizione.L'appezzamento di terra del nuovo millennio
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Il futuro è modificabile?

Umh, sono alle prese con difficili considerazioni sulla possibilità di fare previsioni sul futuro. Supponiamo che il mio programma attenda il tempo x per fare la sua analisi. Se in qualche maniera intervengo prima, ossia non aspetto che sia stata raggiunta proprio l'ultimissima condizione per l' ok formale, la previsione del software è ugualmente valida, ha le stesse probabilità che l'evento si verifichi? Oppure è necessario uno studio parametrico... in soldoni, supponiamo che il programma aspetti il prezzo di chiusura per darmi il segnale di vendita: se acquisto io in chiusura ho modificato il risultato del programma? Il suo output risulta essere ancora attendibile? In altre parole possiamo modificare il futuro oppure la nostra scelta fa parte di un piano universale? Oppure, più realisticamente parlando, trattasi di pippe mentali che nulla hanno a che vedere con la realtà? Mi ri-balena in mente uno studio parametrico delle condizioni... ho aspettato sino ad x-1, cosa cambia in fondo se agisco sul termine x? Un'inezia. Oppure forse cambia totalmente quello che seguirà nella successione temporale. Il programma aspetta anche l'ultimo termine, l'x-esimo, ma se sono io a forzare questo termine il programma se ne accorgerà? Balzana idea... la teoria del caos... una cozzaglia di spunti teorici senza forma si accumula in testa. Forse tra tutta questa ferraglia di idee si trova l'idea, il fiore tra le macerie, la pianticella che riesce a spuntare dall'asfalto. Lo studio parametrico mi torna prepotentemente in testa, il caos... la farfalla che sbatte le ali e l'uragano si abbatte a Monticchio. Teoria affascinante... umh... mi lascia sbalordito e perplesso, forse siamo solo attratti dalle cose che non riusciamo completamente a dominare ma di cui intuiamo la forza.
Il motto
Qualche anno fa il mio slogan pubblicitario preferito - e che ben presto divenne anche il mio motto - era della Apple. Adesso non lo ricordo proprio... un lapsus. Boh, ho un vuoto di memoria, ero partito proprio bene quando avevo aperto la sessione per scrivere questo post ma evidentemente mi sono perso in un brodo di giuggiole. Ora il mio slogan è "Source Code per Tutti". Volete il codice sorgente? Bene, compratelo. La sorgente, la fonte di tutto il bene. Adesso completo di scrivere questo post anche se penso che presto lo cancellerò e non ne rimarrà traccia alcuna nei freddi database di Google.
Una storia strappalacrime...

Sto pensando, se un giorno avrò successo con il mio software è necessario creare una leggenda. Forse no, basta una storia strappalacrime, come un uomo che in gioventù ha sofferto molto ed ora eccolo qua, con la sua azienda quotata al Nasdaq. Qualcuno prima di me si è inventato la storia del garage (vedi Larry e soci...) , io devo cercare di essere un po' originale. Luigi iniziò a scrivere le sue prime righe di codice in una soffitta umida, scura e piena di topoloni pronti a rosicchiare i cd rom dove salvava le sue copie di back-up. Ecco, ho trovato! Rannicchiato in soffitta ho cominciato a scrivere il mio software. Un software che dunque all'inizio sapeva di muffa. Un software appiccicaticcio, di quello che rimane attaccato alle scarpe. Perfetto! Suona bene, è una storia semplice, che rimane al cuore, un po' come i dolcetti al miele di Cuore.
venerdì 27 aprile 2007
Andiamo al sodo
Sono passate solo pochissime ore, ma già sento la necessità irrefrenabile di scrivere ancora sul mio blog personale. Ok... si fa presto a dire sviluppatore software. Che genere di software realizzo? Per rispondere a questa domanda sarà necessaria una breve digressione temporale. Cominciai tutto per caso qualche anno fa, alla Siemens, dove ho lavorato per pochissimi anni. Lì mi occupavo di software veramente senza futuro, stavo su un binario morto, per dirla in breve. Lì realizzavo programmi per simulare il comportamento di alcuni fantomatici cristalli non-lineari. Lì un vecchio ingegnere saggio mi disse:
"Ma perché perdi tempo con queste stupidate con il Sire (il mio tutor, n.d.r.)? Oggi stanno investendo nello sviluppo di sistemi per il riconoscimento delle impronte digitali su DSP...".
Da questa affermazione partì tutto. Devo ringraziare quell'ingegnere che con le sue parole mi aprì davvero gli orizzonti. Fu un trampolino, all'inizio mi buttai letteralmente a sviluppare un codice per il riconoscimento delle impronte digitali. L'algoritmo che implementai si basava sul FingerCode, un ID del dito basato sui valori ottenuti filtrando l'immagine con i cosiddetti filtri di Gabor (un altro ingegnere lungimirante). Da allora sono passati tre anni o qualcosa in più, ma solo cronologicamente. In realtà, dal punto di vista professionale ho fatto un salto incredibile, un salto di specie. Adesso sviluppo sistemi per il riconoscimento biometrico a tutta callara , eccone alcuni esempi:
Ma ne ho scritti molti altri... alcuni per il riconoscimento dell'espressione del volto (felice, triste, arrabbiato,...). Non pensate che siano solo studenti alle prese con i loro compiti a casa ad interessarsi dei miei programmi :) beh.... sì, anche loro ci sono ed anzi, questi costituiscono una buona parte del mio target. I miei software li hanno utilizzati in contesti accademici e sono stati citati, eccovene un esempio:
- "PRIVACY PROTECTION FOR LIFE-LOG VIDEO" http://www.vis.uky.edu/~cheung/doc/safe07.pdf di Jayashri Chaudhari, Sen-ching S. Cheung and M. Vijay Venkatesh.
- "ICA Using Kernel Entropy Estimation with NlogN Complexity" http://www.springerlink.com/index/CK7YXEHB10D86TVJ.pdf ma anche qui http://www.ee.technion.ac.il/~yoav/publications/Efficient_Entropy.pdf
Beh... una piccola soddisfazione vedere utilizzato il proprio software anche per attività di ricerca. Adesso però mi sono un po' stufato di tutta questa biometria. Vorrei sconfinare nella previsione finanziaria, lo Stock Market Forecasting, come direbbero a Liverpool. Alla fine sempre di riconoscimento di un pattern... anzi, un riconoscimento portato alle estreme conseguenze di realizzabilità. Ma... questo pattern nelle serie storiche della finanza esiste davvero o ce lo stiamo solo sognando? Chi lo può affermare con certezza?! Osservando un volto il pattern effettivamente esiste ed è visibile a tutti. Vedendo i prezzi di Alitalia il pattern, se c'è, è molto molto ben nascosto.
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